Formazione 4.0, attivato il credito d’imposta per le imprese e le PMI. Ecco come si accede.

Credito d’imposta al 40% per le imprese e al 50% per le PMI, così si accelera sul Piano nazionale industria 4.0: l’obiettivo rimane stimolare gli investimenti nella formazione del personale in tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

 

Al via il credito d’imposta per la formazione 4.0, una delle misure più attese ed importanti del Piano Nazionale Impresa 4.0. Grazie alla pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta ufficiale del 22 giugno 2018, da ieri è possibile sfruttare questo strumento fiscale per gli investimenti effettuati dalle imprese in formazione del personale “negli ambiti funzionali al processo di trasformazione tecnologica e digitale 4.0”.

Possono accedere al beneficio tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, si legge in una nota del Ministero dello Sviluppo economico, “indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali”.

La domanda di accesso avviene in maniera automatica, in fase di redazione del bilancio, con successiva compensazione mediante presentazione del modello F24 in via esclusivamente telematica all’Agenzia delle Entrate.

La misura è tesa a stimolare gli “investimenti delle imprese nella formazione del personale nelle materie aventi a oggetto le tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese”.

In termini di vantaggi per le imprese, parliamo di credito d’imposta del 40% delle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione, sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascun beneficiario, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Stesso discorso anche per le piccole e medie imprese (Pmi) che decidono di quotarsi in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo: “Le PMI potranno usufruire di un credito d’imposta pari al 50% delle spese di consulenza sostenute, fino a un massimo di 500.000 euro”.

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